“Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla” (Voltaire)
Lo spettacolo
Nella nostra contemporaneità orientata al consumo, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone suona sovversivo, in netta opposizione alla tirannia consumistica. Intorno ad Arpagone gli altri personaggi, apparentemente vittime della sua tirannia, sono in realtà figure votate a ideali ben riconoscibili, sottomessi soprattutto al vincolo economico che li lega a lui. Per dirla con Voltaire: “Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla”.
di
Molière
traduzione e adattamento
Letizia Russo
regia
Lugi Saravo
produzione
Centro Teatrale Bresciano/Teatro Nazionale di Genova/Teatro Stabile di Bolzano/Artisti Associati Gorizia




