Non uno spettacolo sull’olocausto o sulla shoah, ma sull’indispensabile esercizio della memoria
Lo spettacolo
Non uno spettacolo sull’olocausto o sulla shoah, ma sull’indispensabile esercizio della memoria. L’unico modo per salvarci dal precipizio della dimenticanza, per non finire nell’abisso dell’oblio e riaffermare la presenza nella Storia, è l’estenuante, ossessivo e doloroso riportare alla luce ciò che qualcuno vorrebbe nascondere: oggetti, parole, preghiere, strade, città, date. Nomi.
liberamente tratto dal romanzo
"Lo zio Coso" di Alessandro Schwed
con
Gianni Poliziani e Alessandro Waldergan
adattamento teatrale e regia
Manfredi Rutelli
musiche originali e paesaggi sonori
Paolo Scatena
luci
Simone Beco
produzione
LST teatro




